La nuova linea ad alta digeribilità della fibra. I nuovi mais ibridi LICA 1156S e LICA 29S17

Per gli allevatori ed i produttori di biogas ecco i nuovi MAIS IBRIDI LICA 1156S e LICA 29S17 la nuova linea di ibridi di mais ad alta digeribilità della fibra.

Data pubblicazione: 2012-03-01

In entrambi i nuovi cataloghi di SIS dedicati alla ZOOTECNIA e al BIOGAS sono presenti i nuovi mais da trinciato, LICA 1156S e LICA 29S17 ibridi di 135 gg che rappresentano un nuovo concetto di pianta da trinciato.. 
Non si tratta di mais BMR, che come risaputo presentano diversi problemi di stabilità, né di OGM ma di ibridi ottenuti tramite miglioramento genetico tradizionale utilizzando materiale genetico con alta digeribilità della fibra.
Questa maggior digeribilità, che rende un prodotto assolutamente innovativo il silomais ottenuto dagli ibridi LICA 1156S e 29S17, è fondata infatti su un contenuto di cellulosa legata alla lignina, quindi come tale indigeribile, sensibilmente più basso degli altri insilati e quindi su una percentuale di fibra digeribile (dNDF ) decisamente più alta. A questa caratteristica si aggiunge inoltre un coefficiente di degradabilità oraria della fibra a 24 ore (Kd 24h) anch’esso sensibilmente più elevato della media. In questo modo si ottiene un maggior utilizzo della fibra ingerita in un minor lasso di tempo e, di conseguenza, un più rapido svuotamento del rumine che porta ad una maggiore ingestione di alimento da parte dell’ animale. 
Poiché ad ogni aumento del 1% della dNDF corrisponde mediamente un aumento della ingestione di 0,17 Kg/giorno ed un aumento della produzione di latte di 0,25 Kg/giorno, con l’ utilizzo di silo mais ottenuto dagli ibridi LICA nell’ alimentazione delle vacche da latte, è ragionevole attendersi un incremento medio capo/giorno di 1-1,5 Kg di latte rispetto ad un silo mais ottenuto da un ibrido tradizionale.
Un ragionamento del tutto similare può inoltre essere applicato anche all’ utilizzo del trinciato ottenuto dai mais LICA nella produzione di biogas dove, proprio in funzione della maggior percentuale di dNDF si può ottenere, a parità di quantitativo di silomais impiegato, una maggior produzione di biogas o, se si preferisce, la stessa quantità di biogas può essere ottenuta con l’ impiego di un minor quantitativo di trinciato. 

A titolo di esempio, per capire quanto importanti siano i fattori richiamati, possiamo stimare quanto silomais di diversa qualità possa servire per la produzione di 24 Mw giornalieri; ammettendo che la composizione sia identica tranne che per la concentrazione di lignina (3% della sostanza secca in un caso e 4% nell’altro) e della quantità di cellulosa da essa resa indigeribile (2.4 e 3.4 volte rispettivamente nel primo e nel secondo caso), si ottiene una differenza di quantità necessaria per avere la stessa produzione di metano di quasi il 10 %!! In termini quantitativi, tali differenze sono pari a diverse centinaia di tonnellate all’ anno di prodotto. 
Tutto questo ragionamento rende facilmente evidente come, a parità di produzione di biogas, la superficie di terreno necessaria ad alimentare il biodigestore possa essere ridotta impiegando questa tipologia di ibridi.
Dal punto di vista della struttura della pianta, ciò che distingue i mais LICA dagli altri mais da trinciato è una maggior presenza percentuale dell’ apparato fogliare nella composizione della pianta. Ciò non è dovuto a una minor taglia della spiga che si presenta invece di buone dimensioni ma si basa su una lamina decisamente più larga (12/13 cm) e su un numero di foglie al di sopra della spiga variabile dalle 11 alle 12 contro le 8 o 9 di tutti gli altri ibridi. 
Scendendo più nello specifico, con LICA 1156S siamo in presenza di una pianta a taglia più compatta con internodi raccorciati ed inserzione della spiga bassa e quindi particolarmente adatta anche per terreni molto vocati senza problemi di irrigazione mentre con LICA 29S17 ci troviamo di fronte ad una pianta a taglia decisamente più elevata con inserzione della spiga media che si caratterizza anche per la sua buona adattabilità. In entrambi i casi l’ investimento consigliato è di 75 x19 in regime irriguo e 75 x 20 in asciutto.

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