FRUMENTO TENERO: in una annata difficile svetta ancora il BOLOGNA, la varietà che non tradisce

Data pubblicazione: 2013-07-25

Confortanti conferme anche per TIEPOLO e MASACCIO.

Si sono da poco concluse le operazioni di trebbiatura e, a consuntivo, si può affermare che il raccolto 2013, soprattutto se confrontata con quello 2012 si può tranquillamente definire non certamente brillante.

In un panorama che vede quasi ovunque produzioni inferiori rispetto allo scorso anno, si sono infatti distinte solo certe aree localizzate soprattutto nelle provincie di Bologna e Ravenna.

Di fronte ad una situazione di questo tipo, il riscontro più significativo di questo raccolto 2013, viene ancora una volta dalla varietà BOLOGNA che, dopo aver conseguito anni di successi dovuti ad un vero primato di affidabilità e qualità che l’ hanno portata da due anni al primo posto tra le varietà di tenero, ottiene ancora una volta conferma alla sua grande potenzialità e stabilità produttiva.
Infatti anche quest’ anno, BOLOGNA ha fatto registrare produzioni che raggiungono punte fino ed oltre le 8 Ton/ha con un peso ettolitrico sempre ottimo, come testimoniano ad esempio la produzione conseguita da Rino Guizzardi, contoterzista della provincia bolognese, che su 21 ettari ha prodotto una media di 7,6 Ton con 84 di pHl o quella ottenuta, in una zona quest’ anno non fra le migliori, dalla Societa Agricola Veronese di Portegrandi di Quarto d'Altino (VE) che su 90 ha di superficie ha prodotto una media di 8,2 Ton\ha con un pHl di 82,10. E a conferma dell’ affidabilità di questa varietà, riscontri di questo tipo arrivano anche da altre importanti aree di coltivazione che non hanno certamente raggiunto in quest’ annata i loro vertici produttivi. A questo proposito nel ferrarese, zona storica quest’ anno piuttosto penalizzata, l’ az. del dr. Mario Brina a Consandolo ha visto il Bologna produrre 7 Ton/ha con un phl di 83 e soprattutto un contenuto del 14,5/15 % di proteine oppure nel torinese dove presso l’ azienda Gillone Luca di Vische il Bologna con una produzione apparentemente contenuta di 5,7 Ton/ha e 13, 5 di proteine ha superato ampiamente di oltre 1 Ton/ha la produzione media della zona.

Di fronte a questi ed a tanti altri risultati ottenuti da numerosissime aziende agricole, si può pertanto tranquillamente affermare che continuare ad investire sulla varietà BOLOGNA, che ribadiamo essere da due anni la varietà di tenero più diffusa in Italia, consente di offrire agli imprenditori agricoli le migliori garanzie di mettere al sicuro la propria redditività e di garantire all’ industria trasformatrice un contributo fondamentale nel mantenere alto il livello della qualità delle nostre produzioni.


In conclusione è inoltre doveroso segnalare che, accanto a BOLOGNA, tra le altre varietà della gamma SIS, importanti conferme sono sicuramente arrivate da TIEPOLO, varietà panificabile superiore che in questa categoria è risultata prima per produttività già nelle prove nazionali 2011 e da MASACCIO, varietà panificabile alternativa di grande interesse per la sua produttività anche ai fini della produzione di biomassa.
Le ottime prestazioni fornite nelle scorse annate, hanno fatto sì che già da quest’ anno queste varietà si fossero ampiamente diffuse in diverse provincie del Nord come Bologna, Ravenna, Padova, Venezia e Rovigo.
Ed in controtendenza rispetto a questo non brillante 2013, TIEPOLO ottiene diverse conferme sulla sua produttività, come nell’ azienda Lovoleto sas di Bologna che ha ottenuto 78 q.li/ha con 83 di pHl o presso la Società Agricola S. Giacomo di Ravenna che ha prodotto oltre 84 q.li/ha su una superficie di quasi 24 ettari. Anche presso l’ az. Green Star di Poviglio (RE) Tiepolo arriva a superare i 75 qli/ha.
In numerose aziende MASACCIO ha confermato le proprie attitudini produttive. Ottimi testimoni delle potenzialità di questa varietà sono state certamente l’ az. Mannoni di Ravenna dove sono state superate le 8,5 ton/ha e l’ azienda La Nuova ss di Argelato con 7,5 Ton/ha.
Non solo BOLOGNA quindi, ma una gamma varietale adatta a tutte le esigenze, frutto di un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione nel quale SIS ha sempre fortemente creduto investendo in questi anni in uomini e tecnologie per offrire sempre maggiori opportunità ai cerealicoltori italiani.

 
 
 
 

 

 

 

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