ALTA DIGERIBILITÀ: SIS, UNA GAMMA COMPLETA DI MAIS CON I DUE NUOVI IBRIDI SIS AD 701 E MEGASIL

Data pubblicazione: 2016-02-01

Già da alcuni anni SIS, introducendo sul mercato i due mais LICA 1156S e LICA 29S17, ha dedicato grande attenzione ad una particolare gamma di ibridi che rappresentano un nuovo concetto di pianta da trinciato e sono pertanto indirizzati  in particolare agli allevatori ed alle aziende con impianti per la produzione di biogas.

Non si tratta di mais BMR che, come risaputo, presentano diversi problemi di stabilità, né  di OGM ma di ibridi ottenuti tramite miglioramento genetico tradizionale utilizzando materiale genetico con alta digeribilità della fibra.

L’utilizzo di  foraggi più digeribili  eleva le rese  e l’efficienza produttiva, poichè  risulta sufficiente usare una minore quantità di alimento per ottenere le stesse rese energetiche.

In natura, il materiale meno digeribile è rappresentato dalla fibra che costituisce la maggior quota parte di tutti i foraggi: l’attenzione di SIS negli ultimi anni si è rivolta a selezionare  ibridi  di mais con valori di digeribilità della fibra più elevata.

I vantaggi  derivanti dall’uso di questi  trinciati sono riconducibili ad un maggior valore energetico e alla possibilità di includerne quantità più elevate nelle razioni, migliorando le rese produttive, la qualità del latte e della carne.

 

Gli ibridi ad “Alta Digeribilità” presentano infatti una quota della NDF digeribile (dNDF) molto elevata.

Questo determina un coefficiente di degradabilità oraria della fibra più elevato e, di conseguenza, una maggiore velocità di svuotamento del rumine che incide sulla resa produttiva in latte.

Ad un aumento del 1% della  dNDF corrisponde infatti, un aumento della ingestione di 0,17 Kg/giorno ed un aumento della produzione lattea di 0,25 Kg/giorno.

Pertanto, impiegando nell'alimentazione silomais ottenuto con questi ibridi, è ragionevole attendersi un incremento medio capo/giorno di 1,0- 1,5 Kg  di latte rispetto a quanto avviene impiegando un silomais ottenuto con un ibrido tradizionale.

Un ragionamento del tutto similare, può inoltre essere applicato anche all’ utilizzo del trinciato ottenuto dai mais ad “Alta Digeribilità” nella produzione di biogas dove, proprio in funzione della maggior percentuale di  dNDF,  è possibile ottenere, a parità di quantitativo di silomais impiegato, una maggior produzione di biogas o, se si preferisce, la stessa quantità di biogas può essere ottenuta con l’ impiego di un minor quantitativo di trinciato.

 

Inoltre, nella produzione di biogas, il principale fattore da controllare negli insilati, per favorire la massima efficienza nella produzione di metano, è la riduzione della quantità di fibre indegradabili; queste ultime sono in grande misura condizionate dal contenuto di lignina delle piante e dai legami che si formano fra questo composto e la cellulosa.

L’impiego dei mais ad “Alta Digeribilità” risulta quindi fondamentale per aumentare l'efficienza  di resa del biodigestore.

 

A titolo di esempio, per capire quanto importanti siano i fattori richiamati, possiamo stimare quanto silomais di diversa qualità possa servire per la produzione di 24 Mw giornalieri; ammettendo che la composizione sia identica tranne che per la concentrazione di lignina (3% della sostanza secca in un caso e 4% nell’altro) e della quantità di cellulosa da essa resa indigeribile (2.4 e 3.4 volte rispettivamente nel primo e nel secondo caso), si ottiene una differenza di quantità necessaria per avere la stessa produzione di metano di quasi il 10 %!! In termini quantitativi, tali differenze sono pari a diverse centinaia di tonnellate all’ anno di prodotto.

Tutto questo ragionamento rende facilmente evidente come, a parità di produzione di biogas, la superficie di terreno necessaria ad alimentare il biodigestore possa essere ridotta impiegando questa tipologia di ibridi.

Ai due prodotti oramai conosciuti ed ampiamente collaudati e cioè LICA 1156S, pianta a taglia più compatta con internodi raccorciati ed inserzione della spiga bassa e  quindi particolarmente adatta anche per terreni molto vocati con buona disponibilità di irrigazione e LICA 29S17, pianta a taglia decisamente più elevata con inserzione della spiga media, che si caratterizza anche per la sua buona adattabilità, SIS ha recentemente affiancato due nuovi ibridi e precisamente, SIS AD 701 e MEGASIL.

Con SIS AD 701 ci troviamo di fronte ancora ad un ibrido di 135 gg che si presenta come una pianta maestosa dalla taglia imponente con una massa fogliare particolarmente sviluppata e particolarmente indicata anche per ambienti a medio/alto stress. L’investimento consigliato è di 75 x 18 in regime irriguo e 75 x 19 in asciutto

Con MEGASIL, ci troviamo invece di fronte ad un ibrido decisamente più precoce ( 120 gg,) che presenta, in relazione al suo ciclo, una taglia medio-alta e soprattutto un eccellente vigore vegetativo iniziale che lo rende particolarmente adatto alle semine anticipate di primo raccolto ( da metà marzo ) e per i secondi raccolti. L’investimento consigliato è di 75 x 16 in regime irriguo e 75 x 17 in asciutto

 

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